giovedì, 26 aprile 2007, ore 14:02

il mio lavoro è cercare un lavoro. l’anno scorso, il 25 aprile, lavoravo. avevamo una scadenza nel  pomeriggio. poi, ahimè, il cocopro è scaduto e non c’erano i fondi per continuare, così salutavo tutti e mi buttavo in un'altra occupazione.. alla quale finalmente ho messo la parola fine.

senza rimorsi e rimpianti sono senza lavoro. o meglio il rimpianto di non essere andata via prima e di essermi fidata delle persone sbagliate. con l’amarezza per essere andata via ritrovandomi quella messa peggio, perché cari miei, è l’opportunismo che paga; è la filosofia del “io penso a me, tu arrangiati” che ti aiuta.. o forse no, almeno non in questo caso in cui l’unione avrebbe realmente contato, perlomeno a livello morale. ma tant’è.. si va avanti..

lasciandosi alle spalle gente ignorante, imprenditori avidi, arroganti e volgari.. gente ipocrita dal sorriso falso, dalla demagogia pronta.. gente che sfrutta e che ti urla in faccia “dovresti essere grata di poter lavorare” o alla richiesta di un contratto regolare si stupisce che si “pretendano tali formalità”.. gente che ascolta solo chi alza la voce o chi si “azzerbina”..

e ora eccomi qui, da qualche tempo, pronta a ritrovare anche me stessa!

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giovedì, 26 aprile 2007, ore 11:23

per molte persone ieri è stata una giornata da passare al parco.. mi fa quasi più tristezza dei fischi o della strumentalizzazione..


"L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci - 11 febbraio 1917

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mercoledì, 25 aprile 2007, ore 10:48

uno è un barattolo celeste, col tappo azzurro. l'altro è di legno con la scritta zucchero. ora, mi spiegate come ho fatto a confondermi???

do una decisa sorsata al mio caffellatte e a momenti vomito anche l'anima!!!!
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mercoledì, 25 aprile 2007, ore 02:20

la mia speranza è che il 25 aprile sia tutta l'italia a festeggiare.
la mia speranza è che nulla venga strumentalizzato... è solo quello che vorrei.. e so benissimo che purtroppo non è così..

quando ero alle medie lessi le lettere dei condannati a morte della resistenza italiana.. mi commossi.. oggi ne posto una tra le tante, tanto per non dimenticare..


Torino, 9 febbraio 1945

Carissimi,

una sorte dura e purtroppo crudele sta per separarmi da voi per sempre. Il mio dolore nel lasciarvi è il pensiero che la vostra vita è spezzata, voi che avete fatti tanti sacrifici per me, li vedete ad un tratto frustrati da un iniquo destino. Coraggio! Non potrò più essere il bastone dei vostri ultimi anni ma dal cielo pregherò perché Iddio vi protegga e vi sorregga nel rimanente cammino terreno. La speranza che ci potremo trovare in una vita migliore mi aiuta a sopportare con calma questi attimi terribili. Bisogna avere pazienza, la giustizia degli uomini, ahimè, troppo severa, ha voluto così. Una cosa sola ci sia di conforto: che ho agito sempre onestamente secondo i santi principi che mi avete inculcato sin da bambino, che ho combattuto lealmente per un ideale che ritengo sarà sempre per voi motivo di orgoglio, la grandezza d'Italia, la mia Patria: che non ho mai ucciso, né fatto uccidere alcuno: che le mie mani sono nette di sangue, di furti e di rapine. Per un ideale ho lottato e per un ideale muoio. Perdonate se ho anteposto la Patria a voi, ma sono certo che saprete sopportare con coraggio e con fierezza questo colpo assai duro.

Dunque, non addio, ma arrivederci in una vita migliore. Ricordatevi sempre di un figlio che vi chiede perdono per tutte le stupidaggini che può aver compiuto, ma che vi ha sempre voluto bene.

Un caro bacio ed abbraccio

Renzo


Lorenzo Viale

Di anni 27 - ingegnere alla FIAT di Torino - nato a Torino il 25 dicembre 1917 -. Addetto militare della squadra "Diavolo Rosso", poi ufficiale di collegamento dell'organizzazione "Giovane Piemonte" - costretto a lasciare Torino, si unisce alle formazioni operanti nel Canavesano -. Catturato l'8 dicembre 1944 a Torino, nella propria abitazione, in seguito a delazione, per opera di elementi delle Brigate Nere, essendo sceso dalla montagna nel tentativo di salvare alcuni suoi compagni -. Processato l'8 febbraio 1945, dal Tribunale Co:Gu: (Contro Guerriglia) di Torino, perché ritenuto responsabile dell'uccisione del prefetto fascista Manganiello -. Fucilato l'11 febbraio 1945 al Poligono Nazionale del Martinetto in Torino, da plotone di militi della GNR, con Alfonso Gindro ed altri tre partigiani.

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mercoledì, 25 aprile 2007, ore 02:02

sono appena tornata da una serata fuori.. prima c'è stato un aperitivo in cui ho rivisto con enorme piacere un bel pò di gente. ho chiaccherato del più e del meno con alcuni, discorsi più seri con altri, ascoltato gli aggiornamenti di qualcuno!!!

poi ho deciso di continuare la serata in un pub, dove al martedì c'è questa specie di "festa" con messaggeria..

volevo scappare!! musica altissima e da villaggio turistico. troppi ggggiovani baldanzosi con magliette aderenti a risaltare il muscolo, sguardi ammiccanti e falcata da cowboy!! anche le ggggiovani non scherzavano comunque: molte fanno finta di niente, ma sono attentissime a controllare se qualcuno le ha intercettate!!

son rimasta solo perchè in fondo altre due chiacchere/urlate le ho fatte volentieri... e poi in fondo mi è piaciuto godermi lo spettacolo umano!!!

la vecchiaccia acida inside ha preso il sopravvento? no!!! semplicemente non riuscivo a smettere di osservare !! sul serio, ero come ipnotizzata!!
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lunedì, 23 aprile 2007, ore 22:17

il 19 aprile 1987 esordiva il cartone animato i simpson.. son vent'anni!!!

io li adoro, anche se, ovviamente ci sono puntate che ho visto miliardi di volte e altre che mai ho avuto l'onore di vedere!!

irriverenti quanto volete, ma mi piacciono da morire. ironia sottile e personaggi universalmente comprensibili!

 

 

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lunedì, 23 aprile 2007, ore 21:54

enzo biagi è tornato in tv dopo 5 anni di lontananza per "inconvenienti tecnici"!!!
ieri sera ero sintonizzata su rai3 a vedere il suo nuovo programma "rt - rotocalco telelvisivo", che ha esordito con uno speciale in prima serata.. le prossime puntate andranno in onda ogni lunedì alle 23.15.

biagi non mi è mai piaciuto particolarmente, anche se in effetti mi è capitato di seguire "il fatto" e apprezzarne molte puntate.
la puntata di ieri era intitolata "resistenza e resistenze". mi è piaciuta molto. storie della resistenza antifascista. tante storie di chi ogni giorno deve resistere alla vita, dei giornalisti che hanno perso la vita facendo il proprio mestiere (ilaria alpi, baldoni..)
un intervista a roberto saviano, lo scrittore napoletano di "gomorra", un'altra a gherardo colombo, che ha deciso di lasciare la magistratura (a proposito, l'altro giorno ho visto "i banchieri di dio", sul caso calvi.. gran bel film), altre a vittorio foa, a tina anselmi..

ben tornato! vediamo che succede.. io dico che è un peccato che l'attuale programmazione in prima serata regali tanta spazzatura...
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lunedì, 23 aprile 2007, ore 11:33

...un sorso di birra per le verdi brughiere
e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate,
ai folletti che corrono sulle tue strade...

modena city ramblers

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lunedì, 23 aprile 2007, ore 11:25

son tornata da quasi una settimana, ma trovo solo ora il tempo per aggiornare il mio blog!
qualche riflessione:

1) il maschio italiano all'estero, soprattutto se in compagnia, è uno spettacolo (a volte penoso a volte divertente!!). ho assistito a una scenetta fantastica! sei amici, allegre risate e la birra in volo. atterrati, uno di loro toglie il trolley di una ragazza dal portavaligie. si inizia a chiaccherare nell'attesa che si riesca a incanalarsi per scendere.. la ragazza è italiana.. peccato, mi sarebbe piaciuto ascoltare un abbordaggio alla totò (nu volevàm savuàr...!!!!!). tra un "vivi qui?" e un "che fai?", un altro amico si offre di portarle il computer. poco prima di perderli di vista sento un terzo che le dice: "come si chiama il tuo profumo? mi piace molto".. care mie, profumatevi con "paco rabanne"!!!!

2) all'andata ero seduta al lato finestrino, proprio sull'ala.. continuavo a immaginare fiamme, ali spezzate, squarci improvvisi e la matta allegria da mascherina per l'ossigeno.. fight club docet!!!! ma tranquilli, dopo aver tentato di leggere un pò, mi sono addormentata di brutto!!!

3) mai viaggiare con me all'ora di pranzo: ho intontito tutti col mio enorme panino alla mortadella!!!

4) all'estero è rigorosamente obbligatorio assaggiare piatti tipici.. soprattutto la colazione!!! peccato che spesso a casa non si abbia il tempo (e la voglia!) per iniziare la giornata assaporando il primo dei pasti con la dovuta accuratezza!

5) niente da fare. quando uno straniero chiede: "siete italiani"? aggiunge inevitabilmente: "io adoro l'italia. il vostro cibo è buonissimo!"..
ed io confermo che il cibo italiano, i sapori regionali lo sono! e l'italia è un paese splendido. abbiamo veramente località e paesaggi spettacolari. tradizioni, cultura e storia ricche. peccato che molti non se ne rendano conto.. pensavo che all'estero mi è capitato di vedere una colonna antica o qualche reperto archeologico tenuto benissimo, come se fosse un gran tesoro (e in fondo lo sono), mentre capita che da noi neppure ci si renda conto del valore di alcune testimonianze.. rovine di templi, magari minori e piccoli, circondate da sottili recinzioni, con minuscole targhette e spesso adornate da cartacce... mura greche rovinate dalle scritte di ragazzini che sentono il bisogno di esternare la loro fede calcistica o datare lo sciopero da scuola (che rabbia e che tristezza).. tanti tesori ricoperti dai rovi e dall'indifferenza.. mi fate rabbia gente.. quello è il nostro passato..

6) per conoscere una città si deve camminare! e io l'ho fatto! camminare camminare camminare! e poi riposarsi con dei bei boccali di birra!!!

7) di un viaggio rimangono spesso odori, immagini, colori che non si possono esprimere con le parole, ma che arricchiscono quello che siamo!

avrei voluto descrivere il mio viaggio, con consigli e appunti.. per ora l'ho fatto nella mia moleskine. non escludo di farlo, magari in un altro blog..
vi dico solo che la prossima volta spero di incontrare qualche folletto!!!!
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venerdì, 13 aprile 2007, ore 08:53

parto per mete umide e grigie.. ovviamente lascio il sole e le belle giornate.. te pareva, il solito tempismo!!!
parto con una splendida persona e son felicissima... ci vediamo quando torno.. corro a finire la valigia!!!

buon fine settimana a tutti!!
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mercoledì, 11 aprile 2007, ore 14:11

posso solo immaginare la tristezza, la delusione e la rabbia degli operatori di emergency... di seguito il comunicato stampa:

LO STAFF INTERNAZIONALE DI EMERGENCY ESCE DALL'AFGHANISTAN
 
A seguito delle vergognose affermazioni del Sig. Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, che in una intervista a un quotidiano italiano ripresa dalla stampa internazionale ha definito Emergency una organizzazione che “fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan”, facciamo appello ai tanti cittadini afgani che hanno conosciuto il lavoro di Emergency nei Centri Chirurgici di Anabah, di Kabul, di Lashkargah, nel Centro medico e di Maternità del Panjsheer, nelle 25 Cliniche e Posti di Pronto Soccorso, nelle 6 Cliniche all’interno delle prigioni.
 
Dal 1999, le strutture sanitarie di Emergency hanno fornito assistenza gratuita e di alto livello a oltre 1.400.000 cittadini afgani. Facciamo appello a loro, alle loro famiglie, ai cittadini dell’Afghanistan perché si uniscano a noi nel ricordare al Governo afgano il carattere umanitario e neutrale del lavoro di Emergency in Afghanistan, volto a fornire cure a tutti, senza discriminazione politica, etnica, di genere, religiosa.
 
Il Governo afgano sta invece ricorrendo a ogni mezzo perché Emergency lasci l’Afghanistan: non solo con le terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh - che suonano come un aperto invito a colpire la nostra organizzazione - ma anche attraverso la scandalosa e immotivata detenzione del capo del personale dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che a nome di Emergency ha messo a rischio la propria vita per salvare quella altrui.
 
Oggi, 11 aprile 2007, Emergency é stata costretta a ritirare temporaneamente il proprio staff internazionale dall’Afghanistan per ragioni di sicurezza. Per il momento, le strutture sanitarie di Emergency continuano a funzionare grazie alla competenza e alla dedizione dello staff afgano.
 
Se in futuro le strutture di Emergency non saranno più in grado di fornire gli stessi servizi, sappiano i cittadini afgani che la  responsabilità è interamente del loro Governo che ha gettato accuse infamanti sulla nostra organizzazione, mettendo a rischio la sicurezza dei nostri pazienti, del nostro staff afgano e internazionale.
Emergency continuerà ad essere vicina alle sofferenze del popolo afgano, a quei milioni di civili innocenti che da decenni subiscono la atrocità della guerra.

EMERGENCY

Milano, 11 aprile 2007
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