giovedì, 05 febbraio 2009, ore 11:01

le dinamiche sociali in ufficio... la condivisione dei valori... la collaborazione...
parole sante, peccato che spesso ti senti all'asilo!!!

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sussurato da akk in lavoro, vitaccia





lunedì, 02 febbraio 2009, ore 21:29

oggi ho rivissuto il malessere di qualche mese fa... ho dovuto collaborare molto faticosamente con una persona difficile.. la mia strategia è essere professionale. cerco di non farmi prendere dal nervosismo e continuo a rapportarmici con calma. è davvero dura e di fronte al monitor, mentre leggo le sue mail o rifletto sulla battutina di turno, mi innervosisco parecchio, per usare un eufemismo!!!
cosa bisogna fare in questi casi? non lo so, spero che la collaborazione finisca presto...
la cosa che mi più mi ferisce è rendermi conto che la gente così va avanti e viene spesso rispettata...

qualcuno sa spiegarmi come mai? perchè quest'idiota resiste?! ce n'è davvero di gente migliore... il dubbio aumenta anche perchè capirei fossimo nel pubblico... ma siamo nel privato, andrebbero premiati altri atteggiamenti... mmmmah!

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sussurato da akk in lavoro, rabbia, vitaccia





martedì, 27 gennaio 2009, ore 13:29

che poi uno si chiede come mai dietro tanti sorrisi ci sia un proliferare di battutine acide, invidia e fondamentalmente un bel pò di ipocrisia....

non sorridete. si fa meno fatica! si va avanti con professionalità, senza troppe finte  tanto sopravviviamo lo stesso!

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sussurato da akk in lavoro, vitaccia





mercoledì, 17 settembre 2008, ore 16:23

"Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli italiani".

ma un semplice si sarebbe stato così difficile da pronunciare?  anche per dare un segnale, per dimostrare che l'italia (tramite un'alta - dal punto di vista istituzionale!!!! -  carica dello stato) ha saputo fare i conti col passato e sa guardare al presente con intelligenza, per... si, vabbè... in effetti sono ingenua io ad aspettarmi rispetto per il nostro passato.
come se non bastasse, mi sento tremendamente presa in giro (al solito), perchè non vedo nessuno che stia lavorando per risolvere i miei problemi e quelli di tanti italiani.. anzi, per quanto mi riguarda, lavorativamente parlando, non esisto neanche.. dal momento che la categoria precari non viene nominata o presa in considerazione quando si tratta di promuovere leggi o attivarsi per tutelarla.. e siamo in tanti a rappresentarla.. e siamo comunque, in parte, il futuro di questo paese..

per non parlare di salute, razzismo, legalità, famiglia...

mi perdoni totò se l'ho citato in un post che di divertente ha solo, per l'appunto, il titolo..

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sussurato da akk in lavoro, rispetto, politicopoli





martedì, 05 agosto 2008, ore 16:28

domani è l'ultimo giorno di lavoro.. mi aspetto qualche telefonata dall'ufficio, ma spero di non avere brutte sorprese.. non troppe..
faccio una fatica pazzesca a concentrarmi.. d'altronde è da gennaio che non stacco.. sono svuotata, l'energia è fuggita lontano!!!
c'è una cosa in particolare da cui voglio staccare: i treni.
davvero, non ne posso più. disagi su disagi.. registrazioni di annuncio ritardo, di scuse.. voci metalliche che sussurrano che personale trenitalia effettua controlli a bordo dei treni, all'interno delle stazioni appena scesi dal treno.. che ricordano che è severamente vietato oltrepassare la linea gialla.. che non si possono aprire le porte fintanto che il treno è in movimento...
non ne posso veramente più di temperature da ambiente polare o di guasti all'aria condizionata che ti fanno sentire in sauna..
aumenti sui biglietti, controlli rigidi, ma nessuna premura per il viaggiatore. come se l'unico disagio fosse il ritardo di 3 ore.. non ci si rende conto che 3-5 minuti possono farti perdere la coincidenza? e i miei treni hanno sempre ritardo, sempre. stiamo parlando di un servizio inesistente, ma che ha un prezzo.
mi auguro davvero di poter scegliere presto con che compagnia viaggiare..

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sussurato da akk in lavoro, rabbia, treni, vitaccia, rispetto





lunedì, 28 luglio 2008, ore 19:23

tutti i giorni akk si alza e dice (ad alta voce. lo sussurra proprio!): non voglio andare al lavoro oggi..
invece puntualmente si alza, prende il treno (anzi, i treni) e al lavoro ci va.
in realtà poi questo lavoro le piace. certo, è un contratto a progetto, da gennaio le ha rosicato sempre di più la vita sociale, le ha stressato l'esistenza, l'ha messa a dura prova. ma le piacciono i colleghi (con la relativa classifica di gradimento!) e crede di aver trovato persone splendide. ha provato a se stessa (di nuovo) che in fondo è una persona forte. ha anche avuto tante soddisfazioni.. morali, non certo economiche, ma non stiamo a sottilizzare!
comunque, tutti i giorni quando
akk si alza e dice che non vuole andare al lavoro, lo dice meno depressa di quando, dopo che legge il giornale dice: non voglio stare in italia..
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sussurato da akk in lavoro, autoanalisi, vitaccia, politicopoli





lunedì, 31 dicembre 2007, ore 15:21

avevo iniziato a stilare una lista di fatti, personali e collettivi, che mi piacerebbe appartenessero al 2007.. ho cancellato tutto.. lista troppo lunga.. però, ripercorrendo mentalmente questo anno vorrei sintetizzare ciò che più mi ha segnata..

dopo le ennesime delusioni, ho lasciato un lavoro che mi stava distruggendo, a causa delle persone con cui quotidianamente mi rapportavo..
ho aperto gli occhi rispetto a quella che credevo una mia amica. quando vuoi bene ad una persona ne accetti difetti e pregi, ma una cosa a cui non posso rinunciare in un'amicizia è proprio l'amicizia. e quando ci si scontra con chi pensa solo a se stesso e non ti sta vicino quando hai bisogno (soprattutto se nella brutta situazione ti ci trovi a causa sua), bè.. tanti saluti.. con l'inevitabile fardello di sofferenza che prendere coscienza di quanto sei stata sfruttata e presa in giro comporta.. dopo aver sorvolato su tanto..
ho passato mesi di ansie, insicurezza, decisioni da prendere...
ho girato pagina, mi sono rimboccata le maniche e ho ricominciato a vivere ogni giorno con entusiasmo e grinta..
ho aperto questo nuovo blog e ho ricominciato a scribacchiare!!!
ho cambiato casa, città.. ho salutato i miei amici e ho iniziato una nuova avventura, lavorativa e umana..
ho sempre avuto al mio fianco tyler, che, nonostante tutto  , amo immensamente e che,nonostante tutto , mi ama!
è morto mio nonno, lasciando un grande vuoto in me, che riempio coi bellissimi ricordi che ho di lui..
ho conosciuto nuove persone, ho iniziato uno stage..
ho sempre avuto l'appoggio della mia famiglia, che tra alti e bassi, mi ha sempre sostenuta..

il 2007 è stato quindi un anno di grandi e non sempre felici e facili cambiamenti. è stato un anno intenso e ricco di emozioni, di lacrime e di risate.. e lo saluto volentieri curiosa di dare il benvenuto al 2008!

auguro a chiunque passi da queste parti tanta gioia, amore e la voglia di andare avanti sempre e comunque!

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sabato, 22 dicembre 2007, ore 14:02

che giornate!
sono stata impegnatissima. avrei avuto aggiornare il mio blog, ma non riuscivo ad avere il tempo per farlo!!!
uscire presto la mattina, prendere il treno e iniziare a lavorare. mail e lettere da scrivere e a cui rispondere, aggiornare le varie attività, riunioni infinite.. insomma.. una faticaccia!!!
poi arrivava la sera, di nuovo il treno e via a casa. correre a fare la spesa se necessario, casalinga mood per lo stretto necessario e un pò di tempo con tyler!!!
tutto questo subito dopo la forte influenza non è stato il massimo, ma devo avere la tempra forte  visto che sono sopravvissuta!!!

i ritmi odierni sono spesso troppo stretti. c'è sempre qualcosa da fare, una scadenza, un treno da prendere (che se arrivi puntuale sarà in ritardo, mentre se sfori di un minuto fai in tempo a vederlo partire incurante dell'attacco di asma che sta per arrivare per la corsa sfrenata..inutile!), una lettera da spedire.. e bisogna incastrare tutto.. il brutto è che a volte ci si fa prendere dalla frenesia anche nella vita privata, proprio dove bisogna riappropriarsi del proprio tempo, godersi ogni minuto, gustare ogni singolo momento..

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sussurato da akk in lavoro, vitaccia, cercasi testa-la mia





martedì, 11 dicembre 2007, ore 11:55

leggo su repubblica un articolo che parla dei giovani laureati italiani impegna ti in uno stage: Tanti non ricevono alcun rimborso per lavorare anche più di 48 ore a settimana. La gran parte non è inserita in alcun progetto formativo e il 53 per cento è costretto a farne almeno due. Soprattutto nelle piccole imprese. I risultati della nostra indagine insieme a Gipd, dopo l’allarme della Commissione europea sull’abuso dei tirocini, su duemila stagisti e cento imprese.

che amarezza.. anch'io, dopo alcune esperienze lavorative (cocopro, prestazioni occasionali e qualcos'altro che ha rasentato il nero) sto facendo uno stage. anche senza leggere quell'articolo (ne ho letti di simili anni fa e sento le stesse storie da amici e amici di amici da anni.. quindi non c'è niente di nuovo, ahimè), proprio perchè bisogna vivere sul cucuzzolo della montagna assieme ad un eremita per non saperlo, mi sono sentita fortunata. non ricevo nulla, nessun rimborso (e credo non sia giusto, ma lo sapevo quando ho fatto la mia scelta e spero che il mio stage possa diventare un lavoro!), ma mi occupo di attività interessanti e sono stata inserita in vari progetti. sto imparando e cresco professionalmente.

ma quando penso a chi offre stage senza percorsi di formazione, stage che si rinnovano per cui non si intravede nessuna prospettiva per lo stagista mi sale una rabbia incredibile.. tanti ragazzi che arricchiscono i loro cv con stage...
si parla tanto, troppo e superficialmente, ma non si fa nulla.. con tanti saluti alle lotte portate avanti
sembra secoli fa ..

per non parlare del disprezzo dei lavoratori che emerge tristemente in occasioni quali quella della thyssen. aziende, piccole e grandi, che guardano solo al profitto selvaggio..
che schifo..
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giovedì, 06 dicembre 2007, ore 12:18

che vi devo dire?
non vedo l'ora che sia gennaio!!!

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sussurato da akk in lavoro, tempo libero, autoanalisi, vitaccia, cercasi testa-la mia





giovedì, 15 novembre 2007, ore 12:36

leggo su repubblica che la cassazione conferma la condanna inflitta dalla corte d'appello di roma ad un uomo, un capo, che si era rivolto ad un lavoratore suo dipendente dicendogli "mò m'hai rotto li c..., io voglio sapè te che c.... ci stai a fà qua dentro, che nun fai un cacchio ed altro".

riporto fedelmente: "L'imputato si era rivolto alla Suprema Corte contro il verdetto dei giudici del merito, deducendo che "in considerazione del rapporto gerarchico esistente" tra lui e il dipendente, "della circostanza che il fatto avvenne durante l'orario di lavoro e che la persona offesa si era intromessa in colloquio di lavoro tra altre persone, peraltro in ambiente di lavoro ricco di tensione, quale quello della movimentazione di valori, la frase pronunciata non aveva valore di ingiuria, trattandosi di espressione volgare e colorita utilizzata come forte critica nei confronti di un comportamento stigmatizzabile del sottoposto".
La frase, secondo l'imputato, stava a significare che il dipendente "si trovava fuori luogo rispetto al suo naturale posto di lavoro" e "alla luce dell'evoluzione dei costumi e del particolare luogo di lavoro ove era dato udire ogni tipo di sconcezza non era condivisibile l'opinione che il dipendente, quasi rivestisse la figura di Cappuccetto rosso, si fosse sentito offeso nell'onore" .

ma che tristezza.. sicuramente ci si può trovare in situazioni che vanno valutate singolarmente, però leggendo questo articolo, ho ricordato nuovamente il mio ex capo (già.. uff) e so che la categoria è ampiamente rappresentata... sono tanti i "superiori" che approfittano del loro ruolo e, soprattutto quando valgono poco, infieriscono sui sottoposti..

è davvero umiliante quando la battuta diventa offensiva e si gioca sull'ambiguità, soprattutto in ambiente lavorativo, soprattutto quando lo scherzo è univoco...

......
Rag. Fantocci, ma lei non ha nessun complesso di inferiorità! Lei è inferiore! (cit.)
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